Un punteggio di incertezza non è un’istruzione. Descrive un segnale, ma non decide cosa consente l’interfaccia. Serve una politica separata che traduca la qualità delle prove in un’azione umana proporzionata. Le quattro fasce — procedere, chiedere, rinviare e fermarsi — rendono verificabile la traduzione e applicano il principio pubblico di Viotus: giudizio, paternità e responsabilità restano umani.
1. Separare prove e permesso
Inizia con due colonne: una registra prove osservabili come completezza, accordo e contraddizioni; l’altra registra l’interazione consentita. Così un punteggio di fiducia non diventa tacitamente autorità. Registra anche quale osservazione consente il passaggio di fascia e chi conserva la decisione.
Descrivi criteri verificabili. Ogni soglia numerica è illustrativa senza una fonte specifica. La politica del prodotto e la responsabilità umana concedono il permesso, non il modello da solo.
2. Procedere con un compito limitato
Procedi quando le prove necessarie sostengono un’azione limitata e reversibile. L’interfaccia ne spiega la base, consente la verifica e rispetta l’ambito. Procedere indica proporzione, non certezza. Confronta lo stesso risultato con conseguenze diverse per verificare che il permesso resti proporzionato.
Esempio illustrativo: un assistente di scrittura mostra una correzione accanto all’originale. Non è una capacità attribuita a Viotus. Conseguenze maggiori collocano le stesse prove in una fascia più severa.
3. Chiedere il dato mancante
Chiedi quando una persona può fornire un fatto preciso che risolve la lacuna. Poni una domanda rilevante, spiegane l’importanza e mostra come cambia l’azione, senza raccogliere tutto il contesto possibile. La domanda riduce l’incertezza rilevante senza trasformare l’interfaccia in una raccolta aperta di dati.
Raccogli solo il minimo. Per dati personali, finanziari o aziendali, minimizza, oscura quando opportuno, limita l’accesso ed elimina dopo il compito o il periodo definito. Più dati sensibili non garantiscono prove migliori.
4. Rinviare a un’altra verifica
Rinvia quando l’interazione non ripara l’incertezza ma esiste un altro percorso di verifica limitato. Indica cosa manca, il ruolo umano o la fonte pertinente e trattieni l’azione senza inventare un completamento. Il percorso di verifica richiede una condizione di ritorno chiara, non attesa indefinita o risposta presunta.
Distingui prove incomplete e contraddittorie. Le prime richiedono una fonte precisa; le seconde confronto e giudizio. La decisione resta umana, senza attribuire a Viotus un’interfaccia particolare.
5. Fermarsi davanti a conseguenze inaccettabili
Fermati quando le prove mancano, restano contraddittorie, esulano dallo scopo o accompagnano un’azione irreversibile e grave. Disattiva il controllo, spiega la regola e offri solo un’uscita sicura. Una spiegazione breve indica la regola non soddisfatta senza presentare l’output bloccato come affidabile.
Definisci criteri verificabili ed esamina i casi di confine. Ogni numero è illustrativo senza basi specifiche. Il test misura la coerenza della politica, non stabilisce una soglia universale.
6. Verificare la tabella come contratto
Per ogni stato registra prove, azione consentita, spiegazione e percorso di recupero. Confronta lo stesso output con conseguenze diverse. Se il permesso non cambia, la tabella confonde probabilmente fiducia e autorità. Esamina i casi di confine con parole comuni e conserva la motivazione umana di ogni classificazione.
La tabella assegna procedere ad azioni supportate, chiedere a lacune risolvibili, rinviare ad altre prove e fermarsi a rischi inaccettabili. Estende il principio pubblico di Viotus senza inventare funzioni: le persone restano responsabili.